
"Aspettiamo e speriamo di trovare la strada giusta e ci dimentichiamo che la strada giusta si trova camminando e non aspettando" (K.Loshi)
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ACCESSO MOMENTANEAMENTE PROIBITO CON ORDINANZA DEL 31.07.2020 PER TRONCHI PERICOLANTI
A chi percorre la SP62 che collega Varese con Rancio Valcuvia sarà capitato di notare nei pressi di Brinzio un timido cartello appoggiato al guardrail che indica le cascate del Pésegh o Pésech; se avete una mezz'oretta di tempo e delle scarpe da trekking ai piedi, vi consigliamo di farci un salto perché ne vale davvero la pena!
Si tratta di un'imponente salto d'acqua di circa 27 metri formato dal torrente Valmolina, che scende dalla Martica, dopo la confluenza con il Rio Brivola, emissario del Lago del Brinzio e con il Torrente Riazzo, che nasce sul Monte Tre Croci. Un vecchio pannello informativo, decisamente malconcio, la annovera tra gli 8 monumenti naturali del Parco Campo dei Fiori.
L'acqua, un tempo, grazie a un sistema di sbarramenti e paratie, era regolata e canalizzata e veniva usata come forza motrice per alimentare una turbina che muoveva i telai meccanici della filanda Ronchet, un cotonificio attivo dai primi anni del '900 che dava lavoro a circa 130 persone, provenienti da Brinzio e dai paesi vicini: soprattutto ragazze nubili, che lavoravano in fabbrica per pagarsi la dote. Dopo la rivoluzione industriale, i macchinari presenti furono convertiti per funzionare a corrente e le acque della cascata furono sfruttate per produrre energia elettrica. Alcuni grossi tubi che incanalavano l'acqua verso la turbina sono ancora oggi ben visibili a lato del sentiero. I resti della fabbrica, se sottoposti ad adeguato restauro, potrebbero costituire un bell'esempio di architettura industriale.
Per raggiungere la cascata si può parcheggiare a bordo strada, in prossimità dei cartelli dell'abitato del Brinzio e percorrere un breve tratto sulla Provinciale. Qui bisogna prestare particolare attenzione perché la strada è stretta, si cammina su una semi curva e le macchine sfrecciano sempre troppo velocemente. Si arriva quindi al cartello appoggiato al guardrail e si inizia la discesa lungo il sentiero serpeggiante. Quasi subito il bosco attutisce il rumore delle auto e si comincia a sentire il fragore dell'acqua. Si arriva rapidamente al pannello informativo e al primo punto panoramico che ci mostra la cascata in tutta la sua bellezza.

Continuiamo la discesa, arrivando dopo pochi minuti nei pressi della vecchia filanda, ormai diroccata. Il sentiero non è segnalato, ma basta seguire la chiara traccia. Una volta arrivati lungo il torrente Valmolina, lo risaliamo, prestando attenzione ai sassi scivolosi, agli alberi caduti e alle radici sporgenti, arrivando così fino alla pozza alla base della cascata.

Per il ritorno si segue la stessa via dell'andata.
Il percorso è molto breve, ma non per questo da sottovalutare. E' comunque un sentiero nel bosco e costeggia un corso d'acqua, quindi rimandate la visita se non avete delle calzature adeguate e ricordatevi di munirvi di repellente per insetti.
Ultimo aggiornamento: Aprile 2019
Prima di partire: info utili
Difficoltà: E
Impegno fisico richiesto: minimo
Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe
Tipologia: lineare
Lunghezza: 1,5 km circa
Tempo: 30 minuti circa soste escluse
Dislivello in salita: 50 m circa
Parcheggio: gratuito a bordo strada
Luogo: Brinzio, Varese, Italia
Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno
Attrezzatura: scarponcini da trekking
Link consigliati: http://www.prolocobrinzio.it/it/visitare-il-paese/naturalistico/cascata-del-pesegh
Sulla mappa: