top of page

Orridi di Uriezzo e Marmitte dei Giganti (Verbano Cusio Ossola-I)

  • APassodiLumaca
  • 10 ott 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 15 ago 2022


L'orrido Sud
L'orrido Sud

"Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche aspetto e pure qualcosa cambi in noi." (Italo Calvino)

Attenzione!!!

Per la presenza di crepacci e precipizi non protetti

si sconsiglia di uscire dai sentieri segnalati

Cartelli di pericolo
Cartelli di pericolo

Avevamo tanto sentito parlare degli Orridi di Uriezzo e delle Marmitte dei Giganti e l'occasione di visitarli si è finalmente presentata. Gli Orridi sono dei veri e propri canyon, formati dai numerosi torrenti che scorrevano sul fondo dell'imponente ghiacciaio del Toce che nel corso dell’ultima glaciazione, terminata circa 12.000 anni fa, occupava l'attuale Valle Antigorio e Formazza. Le acque e il ghiacciaio hanno eroso e modellato la roccia a formare stretti e profondi cunicoli, intercalati da nicchie e cavità, sulle cui pareti sono evidenti i segni lasciati nel tempo dalla corrente. Col passare dei secoli poi, il corso delle acque è cambiato prosciugando le forre e rendendo così possibile percorrerle a piedi.

Il nostro giro parte dalla Chiesa Monumentale di San Gaudenzio a Baceno, dove vale sicuramente la pena fare una sosta per una breve visita. Questa chiesa romanica è un vero e proprio gioiello, incastonato su uno sperone di roccia; particolari interessanti sono il pavimento in leggera salita e i bellissimi affreschi.

Tornando alla nostra gita, guardando la facciata della chiesa, prendiamo la mulattiera lastricata che parte sulla sinistra, in discesa (sentiero H00); si attraversa dapprima un piccolo porticato e si prosegue seguendo le chiare indicazioni; incontriamo anche il primo di una serie di interessanti pannelli informativi che ci permetteranno di comprendere meglio quello che stiamo visitando. Al primo bivio proseguiamo per Verampio (sentiero G00) per poi svoltare a sinistra al bivio successivo verso gli orridi (sentiero G34c); il percorso è chiaro e ben segnalato.

Arriviamo così su una strada sterrata; proprio davanti a noi un cartello di pericolo ci avvisa della presenza di un precipizio non protetto; sotto di noi si sentono le voci delle persone che stanno visitando l'Orrido. Qui noi andiamo in direzione dell'Oratorio di Santa Lucia, per deviare subito a destra e iniziare la visita dell'Orrido Sud, il più bello e spettacolare! Scendiamo nella gola, anche con l'ausilio di strutture artificiali, e non possiamo fare a meno di ammirare il lavoro compiuto dalle acque per scavare e modellare la roccia. L'ambiente è molto umido e un leggero strato di muschio ricopre la pietra quindi prestate particolare attenzione a non scivolare.

Uscendo dall'Orrido Sud andiamo verso sinistra, proseguendo sul sentiero G34 in direzione della località Maiesso dove visiteremo le Marmitte dei Giganti, che distano una decina di minuti di cammino su un'ampia strada sterrata.

Le Marmitte dei Giganti sono delle enormi cavità semisferiche o cilindriche che, come gli Orridi, sono state scavate nella roccia dalle acque impetuose che scendevano dal ghiacciaio e sono state levigate da sabbia e ciottoli trasportati a valle dalla corrente. Dopo aver attraversato il bel ponte di ferro ci dedichiamo a una breve esplorazione dei dintorni e ci fermiamo su una roccia all'ombra per consumare il nostro meritato pranzo al sacco!

Le Marmitte dei Giganti
Le Marmitte dei Giganti

La nostra escursione riprende ripercorrendo a ritroso la strada fatta e riattraversando al contrario l'Orrido Sud; è incredibile come cambiando prospettiva sembra tutto così diverso e si percepiscano particolari che prima erano sfuggiti.

All'uscita teniamo la destra; la strada, sempre ampia e sterrata, sale leggermente; faremo un'altra piccola deviazione per ammirare il Ponte Balmasurda, sull'omonima forra, che dista solo poche decine di metri e ci permette di osservare nuovamente l'impeto delle acque del fiume Toce che continuano la loro incessante opera di erosione. Ritornando sul percorso principale arriviamo così all'Oratorio di Santa Lucia, una piccola chiesetta costruita nel 1663 dalle 15 famiglie che componevano la piccola comunità di Uriezzo come ringraziamento per essere sopravvissuti alla pestilenza che colpì l'Ossola nel 1513. Non potendo visitare l'interno perché chiusa, proseguiamo il nostro cammino ritornando alla deviazione per gli altri Orridi; l'Orrido Nord-Est si imbocca subito a destra e a tratti è davvero impressionante, stretto e tortuoso. Camminiamo fino ad arrivare a Uriezzo e proseguiamo, dopo le case, verso l'Orrido Ovest.

Il sentiero in questo punto è segnato sui cartelli come esposto e adatto ai soli esperti; probabilmente è una misura precauzionale perché comunque è attrezzato con una fune corrimano e, facendo la dovuta attenzione, noi abbiamo percorso il breve tratto pericoloso senza problemi. Deviamo quindi a destra per visitare anche questo ultimo Orrido, forse quello che ci ha entusiasmato di meno. In questo caso arrivati in fondo, dopo la breve ferrata, torniamo sui nostri passi e proseguiamo seguendo le indicazioni Baceno chiesa dove arriveremo in una ventina di minuti, passando anche di fianco a un masso erratico, ulteriore segno del ghiacciaio che una volta copriva questi luoghi.

Questa escursione è davvero affascinante e permette di toccare con mano la forza della natura; munitevi di scarponcini chiusi con suola antiscivolo e di una buona dose di prudenza e partite all'esplorazione!

 

Ultimo aggiornamento: Agosto 2018

Prima di partire: info utili

Difficoltà: T

Impegno fisico richiesto: minimo

Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe

Tipologia: circolare

Lunghezza: 6,3 km

Tempo: 2 ore circa soste escluse

Dislivello in salita: 270 m

Parcheggio: gratuito nei pressi della chiesa di Baceno

Luogo: Piemonte, VCO

Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno

Attrezzatura: scarponcini da trekking

Sulla mappa:



Copyright © 2017-2024 - APassodiLumaca - Tutti i diritti riservati

​

Nota dell'autore: anche le attività più semplici come l'escursionismo possono essere potenzialmente pericolose se effettuate senza preparazione fisica, un'adeguata attrezzatura e tanto buon senso. Noi raccontiamo le nostre esperienze, ma chi volesse percorrere gli itinerari proposti sul nostro sito è tenuto a verificare e approfondire le informazioni necessarie per la propria e altrui incolumità. Decliniamo ogni responsabilità per inesattezze o errori e per gli eventuali danni o incidenti da essi derivati.

​

Visite totali

bottom of page