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Alpetto di Caviano (Canton Ticino-CH)

  • APassodiLumaca
  • 11 set 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 15 ago 2022


L'Alpetto di Caviano
L'Alpetto di Caviano

"Ogni montagna diversa dalle altre, ognuna una vita diversa che hai vissuto." (Anatoli Boukreev)

Partendo dalla località Forcora (1.179 m s.l.m.) del comune di Maccagno con Pino e Veddasca, un'altra semplice escursione, oltre a quelle per Monterecchio e il Monte Cadrigna, è quella che porta all'Alpetto di Caviano (1.255 m s.l.m.), in territorio Svizzero. Lasciamo la macchina presso il parcheggio della Forcora (qui potete trovare una fontanella e dei comodissimi bagni pubblici) e saliamo pochi metri fino alla bellissima chiesetta della Madonna delle Nevi, dove volendo la domenica mattina si può partecipare alla Santa Messa.

Proseguendo oltre lo spiazzo antistante la chiesa, raggiungiamo la segnaletica verticale e seguiamo le indicazioni del sentiero 115 verso la località Nove Fontane. Si tratta del vecchio percorso utilizzato per lo sci di fondo, largo e pianeggiante, all'ombra di fitti boschi di faggi.

Una volta raggiunta la località Nove Fontane (1.230 m s.l.m.) scendiamo brevemente lungo l'ampia strada forestale e, prima di raggiungere le baite dell'Alpe di Piero, imbocchiamo sulla destra il sentiero 144B verso l'alpetto di Caviano. Da qui il tracciato è stretto e in salita e alterna tratti nel bosco ad altri tra l'erba e le felci (nel periodo estivo molto alte). Ad un certo punto la segnaletica bianca e rossa del CAI finisce e lascia spazio a quella gialla svizzera; siamo passati in territorio elvetico! Dal cartello ai piedi del Monte Paglione il sentiero scende rapidamente, a volte disconnesso, e in una decina di minuti arriviamo all'Alpetto di Caviano.

Qui si trovano due baite e una stalla lunga, un tempo adibita a ricovero per le mucche e ora trasformata in rifugio, aperto tutto l'anno, a disposizione di escursionisti e cacciatori. Come sempre, nei rifugi svizzeri potete trovare a disposizione delle bibite e il pagamento può avvenire sia al momento, lasciando i contanti nell'apposito contenitore, sia a posteriori, saldando il conto con un comodo bollettino postale. Se vi basta della fresca acqua di montagna, proprio davanti alle baite c'è una splendida fontana.

Per il ritorno, invece di rifare il sentiero dell'andata, optiamo per una variante pianeggiante. Ritornando sui nostri passi, prima di iniziare la salita, la traccia si biforca e noi andiamo verso destra: questo percorso non è marcato, ma è talmente chiaro e battuto che non ci si può perdere. Per essere sicuri di essere sulla strada giusta, si possono comunque tenere come riferimento i tubi dell'acqua che sporgono dal terreno e che corrono paralleli a poca distanza dal sentiero, prima a monte e successivamente a valle. Quando i faggi lasciano spazio alle betulle siamo a una decina di minuti di cammino dall'Alpe di Piero (1.220 m s.l.m.).

Da qui risaliamo alla località Nove Fontane e ritorniamo seguendo la strada forestale. Dopo una ventina di minuti di cammino, a un bivio, decidiamo di tornare in Forcora passando dall'Alpe Quadra e così imbocchiamo il sentiero 115B. Questo scende sempre ampio per poi tornare pressoché pianeggiante dalla segnaletica che indica il passaggio sul sentiero 115A; qui la tempistica indicata è decisamente sbagliata, infatti l'Alpe Quadra si raggiunge in una decina di minuti e non in 25 come indicato! Anche questo tratto un tempo era percorso dal tracciato dello sci di fondo e se ne trovano ancora le tracce. Passate le baite dell'Alpe Quadra (1.172 m s.l.m.) in una quindicina di minuti ritorniamo al parcheggio in Forcora.

Parte di questo tracciato (dalla Forcora alle Nove Fontane) lo abbiamo percorso anche con le ciaspole alla fine dello scorso inverno ed è davvero alla portata di tutti.

Con le ciaspole ai piedi

Salendo o scendendo dal Passo Forcora, consigliamo sempre una tappa a Campagnano, un'altra frazione del comune di Maccagno con Pino e Veddasca; sulla strada infatti c'è la caratteristica chiesetta di San Rocco con il suo splendido belvedere. A una decina di minuti di cammino da qui poi si possono raggiungere anche l'imponente torre romanica e il bellissimo quadrante monumentale della chiesa di San Martino.

Il belvedere dalla chiesetta di San Rocco
Il belvedere dalla chiesetta di San Rocco
 

Ultimo aggiornamento: Agosto 2018

Prima di partire: info utili

Difficoltà: E

Impegno fisico richiesto: minimo

Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe

Tipologia: circolare

Lunghezza: 9,7 km circa

Tempo: 2 ore e 50 minuti circa soste escluse

Dislivello in salita: 270 m circa

Parcheggio: gratuito in Forcora

Luogo: Svizzera, Canton Ticino, Gambarogno

Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno

Attrezzatura: scarponcini da trekking

Sulla mappa:


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