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Sentiero delle meraviglie (Canton Ticino-CH)

APassodiLumaca

Le pozze al Maglio di Aranno
Le pozze al Maglio di Aranno

"Basterebbe una passeggiata in mezzo alla natura, fermarsi un momento ad ascoltare, spogliarsi del superfluo e comprendere che non occorre poi molto per vivere bene". (Mario Rigoni Stern)

Percorriamo questo itinerario, in agenda da qualche tempo, a metà ottobre 2017, approfittando di una gita organizzata dal CAI di Luino, che ci ha fornito anche tutte le informazioni sul percorso. Si tratta di un sentiero tematico circolare, con partenza e arrivo nella località di Novaggio, che offre una varietà di testimonianze di come l'uomo ha vissuto con fatica per intere generazioni. Il tracciato, che si sviluppa lungo la valle del torrente Magliasina, purtroppo non è al suo massimo splendore; la segnaletica è presente, ma decisamente rovinata dal tempo e non ci sono pannelli esplicativi, per cui se non si è accompagnati da una guida o non ci si è preparati in anticipo, questa gita, potenzialmente molto interessante, rischia di essere una semplice, per quanto piacevole, passeggiata nel bosco.

Dal parcheggio gratuito del paese ci si incammina lungo la strada verso destra e si prosegue poi svoltando sempre a destra lungo la via Vinéra. Lasciate le ultime case si discende nella valle fino a raggiungere il restaurato mulino di Vinéra. Di questo edificio di particolare interesse è il tetto a piode, non molto diffuso nel Malcantone. In questo caso si tratta di piode di gneiss, materiale non originario di questa regione; infatti le piode per la copertura venivano ricavate da massi erratici reperibili in tutta la zona e specialmente lungo i vari torrenti e ruscelli.

Il mulino di Vinéra
Il mulino di Vinéra

Oltrepassando il ponticello in legno, si incontrano i muri a secco che delimitano la vecchia strada che collegava Novaggio a Miglieglia, utilizzata fino al 1911, e si sale sino ad un crocevia con deviazione per Casé. Qui nel 1918 si iniziarono i lavori per una miniera, ma gli esiti negativi della ricerca portarono al rapido abbandono dei lavori. Purtroppo, arrivati sul sito non abbiamo potuto osservare il punto in cui erano stati fatti gli scavi perché gli alberi caduti e le foglie hanno ormai ostruito l'ingresso.

Proseguendo si giunge a Tinevalle, altro sito di ricerca di filoni metalliferi sospeso nel 1919. Non lontano da Tinevalle, lungo il ruscello Gattino, si trovano le più interessanti miniere Baglioni e Franzi, che contengono piccole quantità d'oro e argento e sono tutt'ora accessibili; vennero sfruttate con esito poco soddisfacente fra 1878 e il 1884. Nel 1917 vennero intrapresi nuovamente dei lavori nella miniera Franzi, ma la resa in minerale era talmente scarsa che le attività furono definitivamente abbandonate nel 1919.

Continuando l'escursione si giunge alla deviazione per i ruderi del castello di Miglieglia, che si trova sullo sperone roccioso, ricoperto da detrito morenico, che sovrasta le gole della Magliasina.

La segnaletica che indica i ruderi del castello di Miglieglia
La segnaletica che indica i ruderi del castello di Miglieglia

Purtroppo questi resti non sono ancora stati studiati in modo approfondito, per cui l'epoca della costruzione e la sua funzione non sono chiare. Un'ipotesi plausibile inserisce la costruzione in una linea fortificata (o di osservazione) che comprende i seguenti punti dove sono stati rinvenuti altri ruderi: Ponte Tresa (San Martino), Pura, Novaggio (Castello), Breno, Fescoggia, Murena e Arosio; questo sistema avrebbe dovuto proteggere una via di comunicazione tracciata dai romani in epoca tardo imperiale che, secondo la tradizione, si staccava dalla Milano-Sesto Calende a Varese, raggiungeva Ponte Tresa, risaliva la Magliasina per poi scendere a Taverne e raggiungere il Monteceneri e quindi i valichi alpini. Secondo un'altra possibile interpretazione potrebbe trattarsi di una casa fortificata per proteggere gli ampi coltivi lungo il torrente Magliasina da bande di irregolari che avrebbero potuto risalire dal lago di Lugano; proseguendo infatti si scoprono dei terreni terrazzati sui quali si coltivava la segale, che veniva poi macinata nei diversi mulini della valle.

Il Castello di Miglieglia
Il Castello di Miglieglia

Il sentiero continua poi piacevolmente verso il Maglio di Aranno.

L'acqua come fonte di energia per i mulini è forse l'applicazione più conosciuta, mentre meno comune è l'uso per far funzionare un maglio. In queste officine si lavorava il ferro per ricavarne attrezzi e oggetti di uso comune.

Il Maglio di Aranno
Il Maglio di Aranno

Con un salto relativamente modesto la ruota fa girare il perno principale sul quale sono fissati a raggiera tre cavicchi di legno duro. Questi cavicchi, nel movimento di rotazione, toccano la coda dell'asta del maglio e lo sollevano. Appena il cavicchio ha finito la propria corsa sulla coda, l'asta e il maglio cadono sull'incudine. Il ritmo dei battiti dipende dalla velocità di rotazione della ruota che, a sua volta, è determinata dalla quantità di acqua che scorre. Con il maglio gli oggetti venivano solamente abbozzati, mentre si dava loro la forma definitiva in un secondo tempo.

Il Maglio di Aranno è stato costruito dalla famiglia Righetti nel 1860. La materia prima per i magli era prevalentemente costituita da cascami di ferro recuperati da mercanti ambulanti che li rivendevano ai "maiée". L'ultimo "maiée" di Aranno fu Fedele Agostoni, 1888-1983. Alla fine degli anni quaranta la sua attività era già ridotta, ma dal maglio uscivano ancora falci, falcetti, badili, vanghe e zappe. L'attività cessò improvvisamente il 10 Agosto 1951. Durante la notte le acque della Magliasina e quelle del vicino riale della Pirocca raggiunsero livelli mai visti. Il Maglio venne allagato e semidistrutto, Fedele Agostoni e la sua famiglia dovettero rifugiarsi a Miglieglia. Nel 1979 venne costituita la Fondazione Maglio del Malcantone che, mediante la raccolta di fondi, ha ripristinato il vecchio Maglio per tramandare ai posteri una delle tante briciole di storia della valle. Il Maglio di Aranno è l'unico maglio a leva attualmente esistente in Svizzera, per questo è stato fatto il possibile per tutelarlo. Qui facciamo la nostra sosta per il pranzo, approfittando dei comodi tavoloni in legno messi a disposizione all'esterno della struttura, godendoci il sole autunnale e perlustrando i dintorni fino a scendere alle pozze formate dalle cascate presenti.

Il Maglio visto dal torrente
Il Maglio visto dal torrente

Da questo punto, oltrepassando la Magliasina attraverso la passerella del Maglio, iniziamo la via del ritorno, inoltrandoci nel bosco golenale che, venendo periodicamente allagato ed essendo costituito da un terreno prevalentemente sabbioso, subisce spesso forti cambiamenti. Proseguendo si possono ancora visitare i mulini di Aranno, ormai ridotti a pochi ruderi.

Prima di iniziare la discesa, vale la pena fare una breve deviazione verso il paese di Aranno. Viene ricordato dalla tradizione un castello situato sul luogo della chiesa di San Vittore Mauro e del cimitero, però altri ritengono che lo stesso villaggio fortificato costituisse il castrum. Il panorama dalla chiesa è meraviglioso e ci spingiamo a visitare anche l'interno, avendo il piacere di ascoltare una splendida "Ave Maria" cantata da uno dei nostri accompagnatori!

Vista panoramica dalla Chiesa di Aranno
Vista panoramica dalla Chiesa di Aranno

Ritornando sui nostri passi, al bivio svoltiamo a sinistra, ridiscendendo verso la Magliasina e incontrando la miniera cosiddetta "ponte di Aranno", anche questa attiva solo per poco tempo e non visitabile, perché l'ingresso è crollato. Ultima tappa prima del rientro è la fornace Castello, dove venivano cotti coppi e mattoni pieni, per poi chiudere il cerchio tornando a Novaggio.

Questa camminata è molto piacevole, praticamente tutta immersa nei boschi e fatta di continui saliscendi, peccato solo sembri un po' abbandonata. Fate scorta d'acqua anche se in un paio di tratti c'è la possibilità di riempire le borracce.

 

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2017

Prima di partire: info utili

Difficoltà: E

Impegno fisico richiesto: minimo

Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe

Tipologia: circolare

Lunghezza: 7 km circa

Tempo: 2 ore circa soste escluse

Dislivello in salita: 340 m circa

Parcheggio: gratuito a Novaggio

Luogo: Novaggio, Canton Ticino, Svizzera

Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno

Attrezzatura: scarponcini da trekking

Sulla mappa:


 
 
 

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