
"Attraversa il cielo e la terra come un nomade, incontra meraviglie e colori sconosciuti e rendili tuoi amici: questa è la vera ricchezza della vita" (Fabrizio Caramagna)
Percorrendo la strada che da Lavena Ponte Tresa conduce a Marchirolo, su uno dei tornanti si può notare un cartello che indica il "Parco dell'Argentera". In prossimità dell'ingresso ci sono alcuni posti auto, ma noi per aggiungere una bella camminata, decidiamo di raggiungerlo partendo da Lavena Ponte Tresa, percorrendo un tratto di pista ciclabile. Parcheggiamo l'auto nei pressi delle scuole (parcheggio gratuito con disco orario di 4 ore) e seguiamo i cartelli marroni che indicano il percorso. Dopo poche decine di metri arriviamo all'imbocco del sentiero; qui facciamo una prima sosta per salutare dei cavalli curiosi e un simpaticissimo maialino.
Proseguendo troviamo il primo di quattro tunnel che incontreremo sulla strada; il percorso che stiamo intraprendendo infatti è il vecchio tracciato della Ferrovia della Valganna che collegava Ghirla a Ponte Tresa. La prima galleria è molto corta, le altre invece, un po' più lunghe, sono illuminate con un sistema di fotocellule che attivano i lampioni al nostro passaggio. A un certo punto, sulla sinistra, incontriamo anche la vecchia stazione di Lavena. Il percorso è decisamente piacevole, tutto su asfalto e si snoda tra i boschi salendo con una pendenza assolutamente non impegnativa. I tratti in cui il tracciato sovrasta i torrenti che scendono al lago sono protetti da staccionate in legno. Di tanto in tanto ci sono delle panchine per una sosta, anche se alcune avrebbero bisogno di un po' di manutenzione.
In prossimità della meta c'è l'unico tratto pericoloso, l'attraversamento pedonale della strada statale; qui conviene prestare particolare attenzione. Una volta superato questo punto, l'ingresso del parco è a pochi metri. La ciclabile prosegue, ma noi scendiamo nel parco e da qui i sentieri sono tutti sterrati, per cui bisogna mettere in conto che il terreno potrebbe essere fangoso in caso di pioggia recente.
Il Parco, situato nel comune di Cadegliano Viconago, è sempre aperto e visitabile gratuitamente. Si tratta di un'area di oltre 50.000 mq, attraversata dal torrente Dovrana, già sfruttata ai tempi dei romani per l'estrazione di piombo e argento (da cui probabilmente ha origine il nome del luogo). Dal 1700 nella zona vennero costruiti ben 18 mulini che sfruttavano i numerosi corsi d'acqua e venivano utilizzati per la molitura di castagne, grano, mais e noci. All'inizio del 1900 l'Alto Varesotto divenne meta di vacanze rinomata e molte famiglie benestanti investirono in queste zone; una in particolare acquistò quest'area e la trasformò in uno splendido parco. I mulini furono restaurati e affrescati (oggi se ne possono ammirare 3), furono costruiti vialetti che permettevano di passeggiare tra numerose specie botaniche autoctone ed esotiche e fu creato un piccolo laghetto. Venne anche costruito il bellissimo ponte della tranvia, su cui oggi passa la pista ciclabile.
Ci prendiamo tutto il tempo per la visita, passeggiando lungo i viali e curiosando nei mulini. Saliamo fin sopra il ponte della tranvia e poi riscendiamo per esplorare il laghetto che pullula di girini. Per chi volesse sostare per un picnic, nei pressi del torrente c'è anche un'area attrezzata. Ritorniamo quindi sui nostri passi, promettendoci di tornare in autunno per goderci le sfumature del foliage.
L'unico suggerimento che possiamo darvi è portare una bottiglietta d'acqua; le fontanelle ci sono, ma quando abbiamo visitato noi il parco non erano funzionanti.
Ultimo aggiornamento: Giugno 2020
Prima di partire: info utili
Difficoltà : T
Impegno fisico richiesto: minimo
Adatto per: adulti, bambini, passeggini, 4 zampe, bici
Tipologia: lineare
Lunghezza: 6 km circa
Tempo: 1:30 ore circa (soste escluse)
Dislivello in salita: 100 m
Parcheggio: nei pressi delle scuole di Lavena Ponte Tresa
Luogo: Lombardia, Varese
Periodo consigliato: tutto l'anno
Attrezzatura: scarpe da ginnastica
Sulla mappa: