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Cascate della Froda (Varese - I)

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Le cascate della Froda
Le cascate della Froda

"Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta" (T.S.Eliot)

Le Cascate della Froda, nel comune di Castelveccana, sono piuttosto conosciute e con il loro salto di quasi 100 metri sono tra le più belle del Varesotto. Sono formate dalle acque che provengono dal Cuvignone e sono particolarmente suggestive dopo un periodo di pioggia abbondante. Ci si può arrivare in modo molto semplice percorrendo la SP7 che da Nasca porta al passo: un cartello a bordo strada indica l'imbocco del sentiero che in una ventina di minuti conduce alla meta. Noi la raggiungeremo a piedi, partendo da Caldé, seguendo un percorso alternativo e facendo un giro ad anello.

Per evitare parchimetri e zone con disco orario, lasciamo la macchina nei pressi della stazione. Da qui scendiamo qualche metro fino alla segnaletica, in prossimità del ponte ferroviario e iniziamo a seguire le marcature bianche e rosse. Dopo il primo ripido strappo bisogna fare molta attenzione nell'attraversamento della strada provinciale; si continua poi a salire nella frazione Rasate e al bivio si svolta a sinistra come per imboccare il sentiero 225A, ma poi noi proseguiamo abbandonando la traccia.

Chi ha partecipato alla "Camminata delle Frazioni" che si tiene ogni anno a fine aprile, riconoscerà la prima parte del tracciato che costeggia il torrente Froda, in questo tratto già da tempo decisamente in secca. Ritornando sulla strada asfaltata svoltiamo a destra verso la località Pira-Pianeggi e passiamo sopra il pittoresco ponte di sasso, proseguendo fino a raggiungere le indicazioni di un agriturismo. Da qui seguiremo la vecchia segnaletica delle "strà di caver", una rete sentieristica risalente ai primi anni 2000; non fatevi intimidire dal cancello e dalla scritta proprietà privata, c'è il diritto di passo.

Entriamo così nel bosco e troviamo i primi sbiaditi segnali in legno. Il sentiero necessita di manutenzione, ma è fattibile; dove la traccia si fa confusa, seguite i cartelli quadrati verdi che vi indicheranno la giusta direzione.

Si arriva quindi a uno slargo e si comincia a sentire il rumore della cascata. Il percorso scende ora ripido e seguendo le indicazioni si arriva al ponticello in ferro che permette di raggiungere la cascata. Ricordatevi di portarvi una felpa o un K-Way per ripararvi dall'umidità e dagli schizzi.

Al cospetto della cascata della Froda
Al cospetto della cascata della Froda

Qui i bambini se la spassano parecchio a passare da una riva all'altra e a scalare le rocce. Quando finalmente decidono che è il momento di rientrare, prendiamo il sentiero di cui parlavamo all'inizio, quello che conduce alla provinciale che sale da Nasca. Percorrendolo noterete delle vecchie vasche, dove una volta si allevavano le trote e il resti di qualche mulino, che un tempo sfruttava l'acqua della Froda. Nelle vicinanze, non segnalato, c’è anche un vecchio masso detto “della macina” perché riporta appunto, oltre ad antiche incisioni rupestri, anche l'abbozzo di una macina.

Arrivati sulla strada asfaltata, la seguiamo fino alla frazione di Nasca e da lì scendiamo rapidamente verso Caldé. Riattraversiamo nuovamente la provinciale e seguiamo le indicazioni per Santa Veronica, la graziosa chiesetta a strapiombo sulla lago che una volta era pertinenza del Castello situato nella parte più alta della rocca, di cui non è rimasta traccia dopo l’invasione degli svizzeri agli inizi del 1500.

La chiesetta di Santa Veronica
La chiesetta di Santa Veronica

Panorama da Santa Veronica
Panorama da Santa Veronica

Da qui si può proseguire (sconsigliamo la via breve perché decisamente ostica, con tratti di ferrata anche impegnativi) e, dopo circa 40 minuti a piedi, arrivare in vetta, dove spicca il faro, monumento ai caduti. Noi, per mancanza di tempo, questa volta decidiamo di non salire, ma scendiamo direttamente sul lungolago, dove vale la pena visitare brevemente il parco delle Fornaci, un'ex area industriale dove, fino alla metà del secolo scorso, si produceva la calce. Una volta tutta la zona era accessibile, ora la proprietà privata è stata chiusa con reti e cancelli e ne è stato vietato l'accesso. Per raggiungere la macchina percorriamo tutto lo splendido lungolago e risaliamo quindi in direzione della stazione.

Panorama dal lungolago di Caldé
Panorama dal lungolago di Caldé

Romantico tramonto dalla piazzetta di Caldé
Romantico tramonto dalla piazzetta di Caldé
 

Ultimo aggiornamento: Marzo 2019

Prima di partire: info utili

Difficoltà: E

Impegno fisico richiesto: minimo

Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe

Tipologia: circolare

Lunghezza: 11 km circa

Tempo: 3 ore circa soste escluse

Dislivello in salita: 400 m circa

Parcheggio: gratuito in prossimità della stazione di Caldé

Luogo: Castelveccana, Varese, Italia

Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno

Attrezzatura: scarponcini da trekking

Sulla mappa:


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