Monte Orsa - Monte Pravello (Varese - I)
- APassodiLumaca
- 2 lug 2018
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 2 set 2022

"Non prendete nulla, solo fotografie, non lasciate nulla, solo impronte, non uccidete nulla, solo il tempo." (motto della grotta di Baltimora)
Chi vive nell'Alto Varesotto sa che una costante di molte escursioni montane è la Frontiera Nord-Linea Cadorna. Val la pena dedicare una giornata ad esplorare uno dei più importanti osservatori in caverna delle nostre zone, quello che si snoda tra il Monte Orsa (998 m s.l.m.) e il Monte Pravello (1015 m s.l.m.)
Parcheggiamo l'auto a Viggiù e seguiamo la chiara segnaletica che indica l'ascesa al Monte Orsa. Dopo il primo tratto su asfalto, passato il ponticello sul torrente Poaggia, troviamo un pannello informativo e poco dopo una cappelletta votiva e l'inizio del sentiero degli alpini, un ciottolato decisamente ripido. Lungo il percorso, alcuni pannelli indicano il nome delle piante presenti.
Passata una piccola croce in ferro, abbandoniamo il sentiero ciottolato per deviare a destra. Torniamo quindi sulla strada asfaltata dove un secondo pannello informativo ci dà altre nozioni sul Monte Orsa e sulle fortificazioni che andremo a visitare. Proseguendo, la strada diventa un'ampia mulattiera sterrata. Al terzo pannello informativo, seguiamo le indicazioni del sentiero 460, inoltrandoci nel bosco.
Salendo, notiamo una piccola traccia che all'altezza di un tornante entra nel bosco e seguendola, dopo pochi passi, ci si apre davanti agli occhi uno splendido belvedere!
Riprendiamo il cammino che continuerà nel bosco fino al bivio tra il Monte Orsa e il Monte Pravello. A questo punto proseguiamo l'ascesa su asfalto fino alle imponenti antenne televisive che caratterizzano la sagoma del monte Orsa. Ci arrampichiamo per pochi metri sulle roccette, poi la vista si apre su un panorama meraviglioso! Sotto di noi il Lago di Lugano da Ponte Tresa fino al Ponte diga di Melide e oltre fino a Campione poi, ruotando lo sguardo oltre il Monte Pravello, la pianura.

Sostiamo vicino alla piccola croce e al cippo di confine per una meritata pausa pranzo e poi torniamo alla base delle antenne televisive, per visitare l'osservatorio del Monte Orsa, armati di kway e torce.
Ritorniamo quindi al bivio incontrato all'andata e questa volta prendiamo per il Monte Pravello. Poco dopo arriviamo ad un imponente portale in stile rinascimentale che dà accesso a una lunga galleria, caratterizzata da un curioso sistema di aerazione e da ben 6 piazzole per i cannoni. Dal 2015, la condotta 5 ospita un cannone; in realtà , come abbiamo appreso in un'interessante serata sul tema condotta da Antonio Trotti, la Frontiera Nord delle nostre zone non è mai stata utilizzata e non ci sono mai state portate armi, questo è un armamento utilizzato sul fronte Austriaco, ma indubbiamente il cannone è stata una delle attrazioni che più ha colpito i bambini nell'esplorazione.
All'uscita della galleria, dopo un breve tratto in discesa, all'altezza di un parcheggio con tavoli per il picnic, si risale nel bosco e si inizia il cammino nelle trincee. Seguendo le fortificazioni, non mancando di esplorare ogni apertura, saliamo dolcemente fino al Monte Pravello. All'altezza di un'area picnic e di un altro belvedere, il nostro tracciato incrocia il nuovissimo sentiero per tutti, inaugurato nel 2018.
Percorrendo questi tratti in trincea, vi suggeriamo una pausa e l'ascolto di un podcast molto toccante "Battiti", scritto e interpretato da Andrea Gosetti della compagnia Intrecci Teatrali di Porto Ceresio, accompagnato dalle musiche di Michele Gattoni. Nel buio delle fortificazioni, per qualche minuto ci si può immedesimare nella vita di un soldato al fronte. Un racconto che parla del passato, ma purtroppo sempre attuale, che spaventa, commuove e porta a riflettere su come la guerra porti solo disperazione, morte e distruzione.

Da questo punto il sentiero si fa un po' più ripido. In poco tempo arriviamo in vetta dove, di fianco alla croce, sono ancora presenti la garitta di confine e i cartelli che indicano la fine del territorio italiano e l'inizio di quello svizzero.

Proseguendo poi per qualche decina di metri verso il Poncione D'Arzo si possono ancora notare gli alti pali in ferro su cui un tempo era agganciata la rete di confine.
E' arrivato il momento di rientrare; questa volta scendiamo dall'ampia mulattiera passando di fianco al rifugio del Monte Pravello e all'imbocco del nuovo sentiero per tutti, fino a tornare al parcheggio con area picnic incontrato all'andata. Qui decidiamo di non proseguire lungo la mulattiera, che ritroveremo più a valle, ma di ripercorrere il sentiero 460 fatto all'andata.
Questa escursione ha molto affascinato i bambini! Si può semplificare evitando la prima parte e salendo più su con l'auto. Ricordate una torcia e una bella borraccia d'acqua e buona esplorazione!

Ultimo aggiornamento: Giugno 2018
Prima di partire: info utili
Difficoltà : E
Impegno fisico richiesto: medio
Adatto per: adulti, bambini, 4 zampe, mountain bike
Tipologia: lineare
Lunghezza: 9,7 km circa
Tempo: 2 ore circa soste escluse
Dislivello in salita: 600 m
Parcheggio: gratuito a Viggiù
Luogo: Lombardia, Varese, Viggiù
Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno
Attrezzatura: scarponcini da trekking
Link consigliati: http://www.cmpiambello.it/index.php?option=com_content&view=article&id=159%3AItinerario-2-Viggi%C3%B9&catid=8&lang=it
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